La Statale e La Scuola fondano Brixia Press

La Statale e La Scuola fondano Brixia Press

Per il rettore Pecorelli e il presidente Silveri «Brescia più competitiva sia in Italia, sia all´estero»

Era un passo che Brescia doveva fare per allinearsi alle migliori università in Italia e nel mondo. E a trent´anni dalla fondazione, l´Università degli Studi si è per la prima volta dotata di una «university press» che si occuperà di editare tutti i testi scientifici che l´ateneo produce. Grazie alla collaborazione siglata ieri con l´Editrice La Scuola, è nato il nuovo marchio «Brixia University Press», che per quattro anni (poi si vedrà) si occuperà dell´edizione, stampa, distribuzione, promozione ed editing di opere cartacee e online.
«IN TUTTE LE CITTÀ universitarie c´è un servizio di questo tipo – ha spiegato il rettore Sergio Pecorelli, prima della firma della convenzione di ieri, in rettorato -; la cultura ha bisogno di un mezzo per propagarsi perché diventi fruibile da più persone possibile».
Secondo Pecorelli, la forza del progetto sta nell´intento di tradurre i codici scientifici in linguaggio comprensibile, perché tutti possano avvicinarsi agli ambiti del sapere: «Spesso ci troviamo di fronte a scienziati validissimi, ma che non sanno esprimere le loro conoscenze e che non riescono a far arrivare il messaggio».
La collaborazione con l´Editrice La Scuola permetterà alle opere editoriali dell´ateneo di introdursi meglio nel mercato delle pubblicazioni scientifiche, valorizzando l´immagine dell´università bresciana anche oltreconfine. «Potremo così diventare più competitivi sul piano nazionale e internazionale. La Statale di Brescia raggiungerà in modo ancora più capillare tutti gli interessati ai suoi lavori», ha dichiarato Pecorelli.
DUE REALTÀ DEL mondo culturale bresciano assieme per raggiungere l´eccellenza. Da un lato l´università che fornirà i contenuti, dall´altro la storica editrice che offrirà la sua esperienza secolare:«L´obiettivo è garantire la funzione di carattere divulgativo – ha sottolineato il presidente Luciano Silveri -: ha ragione Pecorelli quando dice che le migliori università hanno un servizio di questo tipo. Nel mondo anglosassone è prassi comune e siamo fieri di questa collaborazione».
PER GARANTIRE LA qualità dei lavori, la cui pubblicazione prima era affidata alla cura del singolo docente o ricercatore, sono state costituite due commissioni tecnico-scientifiche: «Aspettavo questo momento da tanto – ha dichiarato il presidente dei comitati Pierfrancesco Spano -: il sapere non finisce con la raccolta dei dati, ma con la capacità di tradurli ai più».
Un bel traguardo per Brescia, soprattutto se si considera che gli studenti rappresentano il 10 per cento della popolazione locale (14mila la Statale, più oltre 5mila la Cattolica). «Tra questi ci sono circa mille studenti del terzo livello, quindi del post laurea – ha spiegato il rettore -; saranno tra i principali produttori di testi, ma nessuno sarà escluso da questa attività».
In cantiere ci sono già numerose idee. «Le statistiche ci dicono che nasce un titolo ogni 30 secondi – ha ricordato Spano -; ora ci siamo anche noi e lavoreremo sulla qualità più che sulla quantità».

MI.BO

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