La nevralgia del trigemino

La nevralgia del trigemino
Brescia, 16 aprile 2013 dalle ore 18,45
Istituto Clinico Città di Brescia
Sala Convegni — Via Bartolomeo Gualla, 15 – 25128 Brescia

16/04/2013

La nevralgia del trigemino
Brescia, 16 aprile 2013 dalle ore 18,45
Istituto Clinico Città di Brescia
Sala Convegni — Via Bartolomeo Gualla, 15 – 25128 Brescia

La nevralgia del trigemino è una sindrome dolorosa cronica, che causa episodi dolorosi intensi, sporadici e improvvisi, che possono durare pochi secondi come alcuni minuti. Tali attacchi possono avvenire in rapida successione e l’intensità del dolore può risultare inabilitante sia a livello fisico sia a livello mentale.
Le cause precise della nevralgia non sono ancora note, ma è stato ipotizzato che l’attacco possa essere scatenato dalla pressione esercitata da un vaso sanguigno sul nervo nel punto in cui questo esce dal tronco encefalico. Questa pressione probabilmente causa il danneggiamento della guaina mielinica, la fascia protettiva che circonda il nervo. A sostegno di questa ipotesi, è stato osservato che questi sintomi possono comparire anche in pazienti con malattie neurodegenerative periferiche.
L’approccio terapeutico al trattamento del dolore è multidisciplinare e comprende interventi farmacologici, di chirurgia microinvasiva e approcci complementari.
I farmaci anticonvulsivanti, usati per bloccare il firing neuronale, sono spesso utili nel trattamento della nevralgia del trigemino. Tra questi ci sono la carbamazepina, il topiramato, la fenitoina, il clonazepam, la lamotrigina e l’acido valproico. Anche il gabapentin o il baclofene possono essere usati come coadiuvanti nel trattamento della nevralgia e possono essere somministrati in combinazione con altri anticonvulsivanti.
Gli antidepressivi triciclici come l’amitriptilina o la nortriptilina vengono utilizzati quando il dolore viene descritto come “costante” o “bruciore”. Gli analgesici classici o gli oppiacei di solito sono scarsamente efficaci. Se i farmaci non riescono ad alleviare il dolore oppure producono effetti collaterali intollerabili, allora si può raccomandare l’approccio microinvasivo di neurolesione del ganglio di Gasser mediante radiofrequenza.

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