I marcatori per l′Alzheimer dello spin off Diadem

Giornale di Brescia 27 marzo 2013

I marcatori per l′Alzheimer dello spin off Diadem

Nuova forma societaria anche per il progetto di ricerca nato all′Università Statale di Brescia

BRESCIA. Il consiglio è arrivato dai colleghi della Facoltà di Economia: scegliete la startup innovativa. Detto fatto: Diadem, società nata nel 2012 come spin off (ha quindi la partecipazione dell′Università Statale), ha deciso di registrarsi con questa formula in Camera di commercio. Per le agevolazioni fiscali, certo, ma anche per avere più possibilità di trovare investitori privati, senza aspettare i fondi ministeriali o i bandi regionali.
«I requisiti li abbiamo tutti» spiega la presidente Daniela Uberti, da 15 anni ricercatrice per l′Ateneo cittadino. Insieme a Maurizio Memo, prorettore con delega alla ricerca, ha condotto ricerche su malattie neurodegenerative, fino al brevetto, depositato nel 2003, sui marcatori periferici per la determinazione dell′Alzheimer. La ricerca non si è fermata: nel 2011 il team di ricercatori ha vinto un techno scouting regionale, il progetto è stato messo nero su bianco, è stato sviluppato il piano di business ed è nato lo spin off. Nello stesso anno sono stati assegnati fondi ministeriali.
Nel giugno scorso la nascita ufficiale di Diadem: «Un marcatore singolo non basta – spiega la professoressa Uberti -, ci vuole un pannello per avere una diagnosi più accurata, utile anche per riconoscere la malattia nelle fasi precoci».
Questo, dunque, uno degli obiettivi della startup innovativa, che ha importanti collaborazioni dentro e fuori l′Italia e, allo stesso tempo, sfrutta le opportunità del territorio, come la rete regionale che la unisce ad altri quattro spin off: si va dalla bioinformatica alla farmaceutica passando per l′agroalimentare. Una rete che vuole unire le forze per lavorare sulla diagnostica preventiva, puntando su nuovi marcatori per verificare l′invecchiamento sano.
Inutile dire quanto siano importanti questi studi in campo medico, ma è buona cosa ricordare che il mondo guarda a Brescia per le sue potenzialità nella ricerca. Daniela Uberti vive a Pechino per scelte legate alla famiglia: lì collabora con un laboratorio che si occupa di invecchiamento e longevità. «Spero di trovare opportunità anche per Diadem», dice. A Brescia, oltre al professor Memo, la società ha assunto due giovani ricercatori: Andrea Delbarba e Laura Buizza. Il futuro è nelle loro mani.
g.z.

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