La Statale ha trovato l′editore

La Statale ha trovato l′editore

Il nome è anglosassone, che fa più college: Brixia University Press. L′idea, del resto, è in effetti molto college. Pubblicare le opere scientifiche dell′Università degli Studi di Brescia. Tutte, dalla prima all′ultima. Con l′intento di venderle anche all′estero. A garantire l′eccellenza, ci pensano l′ateneo cittadino, con i suoi cervelli, e l′Editrice La Scuola, con la sua esperienza ultracentenaria.
Del comitato scientifico della Brixia University Press fanno parte PierFranco Spano, Saverio Regasto, Maurizio Tira, Terenzio Maccabelli e Antonino Sommariva (per l′Università), Ilario Bertoletti, Fulvio de Giorgi e Marco Roncalli (per l′Editrice La Scuola). Di quello tecnico PierFranco Spano e Paolo Panteghini (per l′Università), Carlo Agnini, Emilia Strada e Paolo Zirotti (per l′Editrice La Scuola). L′accordo durerà almeno quattro anni. Sergio Pecorelli, rettore dell′Università, spiega: “Si tratta di una partnership di grande spessore, da cui trarranno beneficio tutti. Gli studenti, certo, ma anche l′intera città. Saremo il punto di riferimento delle pubblicazioni accademiche bresciane. E internazionali, perchè no”. Le facoltà provvederanno alla materia prima, testi e studi da pubblicare. L′Editrice La Scuola, invece, penserà a stampa, distribuzione, editing e promozione delle opere, integrate sul web. Lo dice il presidente della casa editrice, Luciano Silveri: “Grazie al nostro supporto, la Statale raggiungerà in modo ancora più capillare tutti gli utenti interessati”.

Alessandra Troncana

Brescia ha la sua University Press

Anche Brescia ha la sua University Press come «ogni città universitaria che si rispetti», secondo le parole del rettore Sergio Pecorelli: un marchio per i prodotti editoriali dell′Università degli Studi. Si chiama «Brixia University Press», ha un proprio logo ed è l′oggetto di un accordo tra due prestigiose realtà culturali della città: la Statale – che anche con questa intesa celebra i suoi trent′anni di attività – e l′Editrice La Scuola dall′esperienza ultracentenaria.
L′accordo è «per ora quadriennale» – ha precisato ancora Pecorelli – e l′eccellenza delle pubblicazioni sarà garantita da un comitato scientifico (formato dal presidente Pierfranco Spano e da Saverio Regasto, Maurizio Tira, Terenzio Maccabelli, Antonino Sommariva, Ilario Bertoletti, Fulvio De Giorgi e Marco Roncalli) e da un comitato tecnico (Pierfranco Spano, Paolo Panteghini, Carlo Agnini, Paolo Zirotti ed Emilia Strada, quest′ultima appena nominata direttore dell′Innovazione e Servizi Marketing dell′Editrice).
«La cultura ha bisogno di mezzi per espandersi, per essere comunicata, per arrivare non soltanto agli studenti ma a tutte le persone interessate a conoscere quel che si produce», ha spiegato Pecorelli chiarendo subito l′obiettivo del marchio «Brixia University Press». L′Università, ha continuato il rettore, deve innanzitutto lavorare sulla «conoscenza, sulla ricerca e sui risultati della ricerca, che vanno divulgati».
E, in seconda battuta, deve «tradurre» questo sapere per renderlo accessibile ai non addetti ai lavori. Da qui la decisione di rivolgersi a una realtà del territorio forte di una lunga tradizione e di un′altissima professionalità come l′Editrice La Scuola. Che offrirà una serie di servizi quali l′edizione, la stampa, la distribuzione, la promozione e l′editing di opere cartacee con eventuali integrazioni online.
Di «radici del futuro» ha infine parlato il presidente del Comitato scientifico Spano, concludendo che «far comprendere e comprendere noi stessi è il fine di questa iniziativa».

f.sa.

La Statale e La Scuola fondano Brixia Press

La Statale e La Scuola fondano Brixia Press

Per il rettore Pecorelli e il presidente Silveri «Brescia più competitiva sia in Italia, sia all´estero»

Era un passo che Brescia doveva fare per allinearsi alle migliori università in Italia e nel mondo. E a trent´anni dalla fondazione, l´Università degli Studi si è per la prima volta dotata di una «university press» che si occuperà di editare tutti i testi scientifici che l´ateneo produce. Grazie alla collaborazione siglata ieri con l´Editrice La Scuola, è nato il nuovo marchio «Brixia University Press», che per quattro anni (poi si vedrà) si occuperà dell´edizione, stampa, distribuzione, promozione ed editing di opere cartacee e online.
«IN TUTTE LE CITTÀ universitarie c´è un servizio di questo tipo – ha spiegato il rettore Sergio Pecorelli, prima della firma della convenzione di ieri, in rettorato -; la cultura ha bisogno di un mezzo per propagarsi perché diventi fruibile da più persone possibile».
Secondo Pecorelli, la forza del progetto sta nell´intento di tradurre i codici scientifici in linguaggio comprensibile, perché tutti possano avvicinarsi agli ambiti del sapere: «Spesso ci troviamo di fronte a scienziati validissimi, ma che non sanno esprimere le loro conoscenze e che non riescono a far arrivare il messaggio».
La collaborazione con l´Editrice La Scuola permetterà alle opere editoriali dell´ateneo di introdursi meglio nel mercato delle pubblicazioni scientifiche, valorizzando l´immagine dell´università bresciana anche oltreconfine. «Potremo così diventare più competitivi sul piano nazionale e internazionale. La Statale di Brescia raggiungerà in modo ancora più capillare tutti gli interessati ai suoi lavori», ha dichiarato Pecorelli.
DUE REALTÀ DEL mondo culturale bresciano assieme per raggiungere l´eccellenza. Da un lato l´università che fornirà i contenuti, dall´altro la storica editrice che offrirà la sua esperienza secolare:«L´obiettivo è garantire la funzione di carattere divulgativo – ha sottolineato il presidente Luciano Silveri -: ha ragione Pecorelli quando dice che le migliori università hanno un servizio di questo tipo. Nel mondo anglosassone è prassi comune e siamo fieri di questa collaborazione».
PER GARANTIRE LA qualità dei lavori, la cui pubblicazione prima era affidata alla cura del singolo docente o ricercatore, sono state costituite due commissioni tecnico-scientifiche: «Aspettavo questo momento da tanto – ha dichiarato il presidente dei comitati Pierfrancesco Spano -: il sapere non finisce con la raccolta dei dati, ma con la capacità di tradurli ai più».
Un bel traguardo per Brescia, soprattutto se si considera che gli studenti rappresentano il 10 per cento della popolazione locale (14mila la Statale, più oltre 5mila la Cattolica). «Tra questi ci sono circa mille studenti del terzo livello, quindi del post laurea – ha spiegato il rettore -; saranno tra i principali produttori di testi, ma nessuno sarà escluso da questa attività».
In cantiere ci sono già numerose idee. «Le statistiche ci dicono che nasce un titolo ogni 30 secondi – ha ricordato Spano -; ora ci siamo anche noi e lavoreremo sulla qualità più che sulla quantità».

MI.BO