Dialoghi in Farmacologia Medica: La sindrome metabolica

“Sono malato? Ma io sto bene!” Gli esperti la considerano la nuova epidemia di questo secolo, un’epidemia silenziosa dei paesi del benessere di cui ancora pochi sembrano esserne consapevoli, ma la sindrome metabolica è una “malattia” molto frequente in entrambi i sessi, potenziale causa di morte per accidenti cardiocerebrovascolari. Il ruolo principale è giocato dai più temuti “killers“: le malattie cardiovascolari, associati ai loro pericolosi “alleati” cioè il diabete, l’obesità e la dislipidemia.
Se oggi la sindrome metabolica colpisce un numero estremamente elevato di individui, come dimostrano i dati, il futuro non è roseo. Lo stile di vita dei soggetti più giovani non fa prevedere una inversione del trend negli anni futuri, al contrario diabete e obesità saranno i killer più spietati dei prossimi anni

TAVOLA ROTONDA
La sindrome metabolica…malati di rischio?

Farmaci equivalenti: evidenze scientifiche di impiego ed efficacia

Educazione Continua in Medicina: Corso Farmaci equivalenti: evidenze scientifiche di impiego ed efficacia.

Parc Hotel Cà Noa, Via Triumplina 66 Brescia dalle ore 9,00

Il farmaco bioequivalente è stato introdotto in Italia nell’ambito della Legge Finanziaria del 1996, che lo definisce come: Farmaco la cui formulazione non sia più protetta da brevetto, a denominazione generica del principio attivo seguita dal nome del titolare della AIC. Successivamente, il D.L. 323 del 20/06/96 ha rielaborato ed ampliato il concetto di generico, definito come: medicinale a base di uno o più principi attivi, prodotto industrialmente, non protetto da brevetto…..che sia bioequivalente rispetto ad una specialità medicinale già autorizzata con la stessa composizione quali-quantitativa in principi attivi, la stessa forma farmaceutica e le stesse indicazioni terapeutiche. Nella definizione riportata nella legge viene introdotto il termine di bioequivalenza, ma qual è la definizione di “bioequivalenza”? Due prodotti medicinali che contengono la stessa sostanza attiva sono considerati bioequivalenti se la loro biodisponibilità dopo somministrazione della stessa dose molare è simile all’interno di limiti predefiniti ed accettabili. Questi limiti sono stati fissati per assicurare un effetto simile per quanto riguarda i parametri di efficacia e sicurezza. Quindi, la bioequivalenza tra due farmaci viene valutata essenzialmente mediante lo studio della biodisponibilità, che ne costituisce preliminare indispensabile. L’utilizzo di farmaci bioequivalenti può portare ad un contenimento della spesa farmaceutica. Tuttavia, tra pazienti e medici rimane la convinzione che i farmaci di riferimento siano clinicamente superiori ai farmaci bioequivalenti sia in termini di efficacia che di tollerabilità. Se è vero che non si tratta di preparati fotocopia, in quanto ci possono essere differenze secondarie negli eccipienti o nei processi di produzione, l’aspetto fondamentale è però che i principi attivi sono identici, o equivalenti, termine con il quale vengono ora più efficacemente definiti questi farmaci. Il corso organizzato dalla DOC Generici con il supporto della Società Italiana di Farmacologia è rivolto ai medici ed ha lo scopo di chiarire alcuni di questi aspetti ancora poco chiari relativi ai farmaci bioequivalenti.